la cantina

Dove il tempo, la terra e il sapere diventano vino.
— Nel cuore delle Marche, a Cupramontana, la cantina Sparapani è il luogo in cui la vigna incontra il gesto dell’uomo e il tempo trova il suo ritmo naturale. Un territorio generoso, fatto di giusta altitudine, microclima ideale e suoli vocati, che da sempre accompagna il lavoro quotidiano della famiglia Sparapani.
Già prima del 1980 un ettaro di vigneto raccontava una storia possibile, ma è con la scelta di Settimio Sparapani di dedicarsi pienamente al Verdicchio che la cantina prende forma e diventa impresa. I vigneti di proprietà, coltivati con rispetto e visione, segnano l’inizio di un percorso fatto di crescita lenta e consapevole, che negli anni si è sviluppato gradualmente acquisendo a piccoli passi nuove parcelle della vallata, sempre nel segno della qualità e del rispetto per la terra.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio il lavoro in cantina evolve: aumentano gli investimenti, si affinano le competenze, cresce la capacità produttiva. Ma lo spirito resta lo stesso. Fare vino, qui, significa unire consuetudini e sperimentazione, ascolto e confronto, fiducia e perseveranza. È un lavoro corale, fatto di mani esperte e di passione condivisa.


Questo percorso di crescita ha trovato la sua espressione più visibile nel 2014, con la costruzione della nuova cantina. Un edificio pensato per unire tradizione e innovazione, ampliando e riorganizzando gli spazi produttivi in modo funzionale e armonioso. Legno, pietra grezza, mattone e travertino – materiali locali, a chilometro zero – dialogano con il paesaggio circostante, rendendo la cantina parte integrante del territorio. L’attenzione alla sostenibilità si riflette anche nelle scelte energetiche, con un impianto fotovoltaico e un pozzo per l’approvvigionamento idrico.

— Interni della cantina
In vigna non si utilizzano diserbanti né disseccanti, la concimazione segue i principi del biologico ed è affiancata dalla pratica del sovescio, in un dialogo continuo con la terra. Da circa dieci anni, accanto alla viticoltura convenzionale a basso impatto ambientale, l’azienda ha intrapreso un percorso biologico che ha dato vita al Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Salerna: un progetto nato con l’obiettivo di portare in bottiglia, in modo certificato, il rispetto e la coerenza del lavoro svolto in vigna.



